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Problema non da poco, quello dell’alitosi, di difficile diagnosi e risoluzione.
Ecco una lista delle molteplici cause che la determinano:
- carie, cattiva igiene orale, gengiviti, piorrea, stomatite ed altre infiammazioni
- cattive abitudini alimentari come masticare velocemente o alternare periodi di digiuno ad abbuffate
- cattiva digestione, mal funzionamento della valvola che collega esofago-stomaco (reflusso), gastrite
- scolo dei seni nasali e permanenza del muco nella cavità orale, sinusiti, tonsilliti, bronchiti
- alterazioni ormonali
- assunzione di farmaci come antistaminici, diuretici, antidepressivi o analgesici
- alto consumo di alimenti come cipolla, aglio, spezie, zuccheri, latticini, caffè
- uso di tabacco ed alcool
- gravi malattie come insufficienza epatica, insufficienza renale cronica e diabete mellito
- stress
- predisposizione genetica
Il primo passo è fare una veloce autodiagnosi dell’alitosi: la sensazione di secchezza e amaro in bocca, la presenza di una patina biancastra sulla lingua e un facilissimo esame che consiste nel “leccare” una garza sterile, da annusare dopo un minuto circa, sono segnali approssimativi della presenza del problema.
Dopo aver adottato espedienti come l’eliminazione di cibi a rischio, alcool, bevande zuccherine da sostituire con acqua per evitare secchezza del cavo orale, il filo interdentale e lo spazzolino anche sulla lingua, i colluttori antisettici, gli spray e le caramelle alla menta, il primo specialista a cui rivolgersi è senz’altro il dentista, capace di indagare e suggerire possibili soluzioni all’alitosi, anche attraverso l’Halimeter, lo strumento in grado di determinare la provenienza del problema (un test alito-metrico costa circa 100 euro).