Siamo un popolo di bevitori. Non di superalcolici o vino, ma di acqua, quella che sgorga direttamente dalla sorgente. Primi in Europa per il consumo di acqua minerale, terzi nel mondo. Forse perché non ci fidiamo del rubinetto, forse perché ci piacciono le bollicine, a noi l’acqua piace imbottigliata.
Cosa si intende per acqua minerale naturale? Minerale vuol dire che contiene sali minerali, naturale che “avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute”. Questa la definizione legale.
Anche le acque del rubinetto contengono minerali, ma in una percentuale inferiore, e soprattutto, possono essere sottoposte a trattamenti (aggiunta di cloro o depurazione) prima di essere fruibili all’utenza.
CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE MINERALI
Le acque minerali, a seconda della quantità di sali minerali presenti, si suddividono in
- minimamente mineralizzate (sali < 50 mg/l)
- oligominerali (sali compresi tra 50 mg/l e 500 mg/l)
- minerali (sali tra 500 mg/l e 1000 mg/l)
- ricche di sali minerali (oltre 1000 mg/l)
ACQUA DEL RUBINETTO VS ACQUA IN BOTTIGLIA
Ora, trovare una soluzione alla diatriba tra acque minerali naturali e acque di rubinetto non è lo scopo di questo articolo. In entrambi i casi ci sono diversi pro e contra. Le acque minerali sono microbiologicamente pure, non hanno sostanze chimiche aggiunte (eccezion fatta per l’anidride carbonica), ma i controlli hanno una frequenza minore e le bottiglie di plastica possono rilasciare sostanze nocive se esposte alla luce solare. Di contro, l’acqua del rubinetto è sottoposta a frequentissimi controlli (una volta al giorno), ha del cloro aggiunto per evitare la formazione di microrganismi nelle tubature. Il sapore “metallico”, talvolta fastidioso, dell’acqua del rubinetto è dato proprio dal cloro. E’ lapalissiano che il costo rispetto all’acqua imbottigliata è di gran lunga inferiore, se non nullo.
LEGGERE L’ETICHETTA
La classificazione dell’acqua, ancora oggi utilizzata, risale al 1933 ad opera di Marotta e Sica ed basata su 3 parametri:
- composizione chimica
- residuo fisso a 180°
- temperatura
Il residuo fisso
Il residuo fisso è espresso in mg/l (talvolta in g/l) ed indica la quantità di sali minerali, quindi permette di classificare un’acqua come oligominerale, minimamente mineralizzata, minerale o ricca di sali minerali, come visto sopra. L’acqua viene portata a 180 gradi centigradi, temperatura alla quale evapora e la parte solida restante rappresenta il residuo fisso. Le acque con un residuo fisso molto basso (nella maggior parte dei casi provenienti da sorgenti di alta quota) sono molto leggere, quasi dolciastre. Le acque con un alto residuo fisso sono piuttosto dure al palato. A causa della conformazione idrogeologica, l’Umbria vanta la presenza di acque sia con un residuo fisso medio-alto (San Faustino, San Gemini, ricca di calcio) che medio-leggere (Rocchetta e Tullia).
La durezza
Espressa in gradi francesi, indica la quantità di lacio e magnesio presente. Se il valore è alto, l’acqua è considerata calcarerea.
Conducibilità elettrica
E’ una dato strettamente legato al residuo fisso. Più sali minerali ci sono e maggiore è la conducibilità elettrica.
Nitriti e nitrati
E’ un valore da tenere in considerazione soprattutto nell’infanzia. I nitriti (derivanti dall’acido nitroso) hanno la capacità di legarsi all’emoglobina riducendo l’apporto di ossigeno nel sangue. I neonati assorbono maggiori quantità di nitriti dall’alimentazione, motivo per il quale la scelta di un’acqua per il neonato deve ricadere su quella che ha un contenuto di nitrati basso. La percentuale nell’acqua dipende dalla presenza di batteri e da sostanze inquinanti. Alcuni studi hanno dimostrato che sono sostanze cancerogene. E’ facile intuire che le sorgenti di alta montagna, incontaminate, non hanno di questi problemi.
pH
Indica l’acidità di un’acqua. L’acqua distillata ha ph pari a 7, che è il valor intermedio nella scala di misurazione. Il ph è direttamente proporzionale alla quantità di anidride carbonica e solfati. Le acque minerali naturali hanno ph tra 6,5 e 8.
E’risaputo ormai che bere notevoli quantità di acqua fa bene all’organismo perché lo depura, Gli esperti raccomadano di bere circa 2 litri al giorno, ad intervalli regolari e lentamente. Ma attenzione a non esagerare: il corpo umano può assimilare al massimo 9,5 litri di acqua al giorno. In caso di eccesso si può verificare il fenomeno del iponatremia: la concentrazione degli elettroliti nel corpo viene alterata con conseguenze anche piuttosto serie per la salute. Una maratoneta a Boston è decedutain seguito all’assunzione di ben 15 litri di acqua durante la gara.