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Pet therapy - La medicina è meno amara se c'è
Fido
Salute
| Inserito il 19/11/2010
Un cane, un gatto, un delfino o un criceto non sono soltanto amabili animali a cui dare affetto. Possono essere validi alleati nella riabilitazione di anziani e bambini, disabili e non. Prendersi cura di un animale non è solo un invito alla responsabilità, è un aiuto per chi ha bisogno di sicurezza, affetto, comunicazione con l’esterno. Proprio per questo motivo, da diversi anni, anche in Italia si ricorre alla per therapy in situazioni patologiche e fisiologiche. I primi studi sistematici su questa terapia risalgono all’inizio degli anni 80. Nell’antico Egitto il cane era Dio Anubi, nelle religione islamiche il maiale conserva una sua sacralità: l’importanza degli animali nelle varie culture e tradizioni è storicamente nota. Il legame uomo-animale ha profonde radici..non deve stupire che gli amici a due, quattro o zero zampe possano essere di ausilio ad un bambino autistico o ad un anziano in fase riabilitativa.
La pet therapy si avvale dei meccanismi psicologici del rapporto uomo-animale in processi di guarigione. Può essere utilizzata in tre situazioni:
Animal-Assisted Activities (AAA): sono essenzialmente incontri e visite di animali da compagnia a persone in strutture di vario genere. E’ la forma di terapia più “soft”, lo scopo è il miglioramento della qualità della vita, non sono previsti obiettivi specifici.
Animal-Assisted Therapy (AAT) – Lo scopo è il miglioramento delle condizioni di salute di un individuo. In questo caso la pet therapy è di ausilio ad un’altra terapia medica. Gli obiettivi sono cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo), comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole) , psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione), psicologici in tempo stretto (miglioramento dell'autostima). Le sedute avvengono in presenza di veterinari, etologi, e personale specializzato.
Human- Animal Support Services (HASS)
La scelta dell’animale da utilizzare spetta a medici o esperti. Per avere un’idea degli effetti, basta pensare allar reazione che può suscitare un cagnolino su un bambino ricoverato da lungo tempo in ospedale. Nel caso della AAA gli animali di ausilio non c’è bisogno che siano addestrati..nel caso invece della AAT degli educatori hanno provveduto ad addestrare l’animale.
Non è una buona idea utilizzare la pet therapy in caso di fobie animali e nel caso di allergie al pelo animale. Gli ospedali in cui è permessa e regolata l’entrata degli animali sono sempre di più. Piano piano ci stiamo accorgendo dell’importanza che questi amici ricoprono non solo quando si tratta di tartufi, cinghiali o topi.